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a cura di Lucio Mazzi

 

Rick Wakeman - Tributo - MP - 2001

Il vecchio tastierista degli Yes si cimenta con i Beatles in un progetto nato assolutamente per caso, ma come spesso succede in questi frangenti, alla resa dei conti, di sorprendente riuscita. Canzoni dei Beatles, dunque, ma nelle quali Wakeman mette moltissimo di suo. Di fatto le immortali melodie dei Fab rappresentano un pretesto per un discorso musicale a volte completamente autonomo eppure assolutamente aderente allo spirito originario della canzone. Così, a sentirli, sembra proprio che gli 8 minuti in cui viene "esplorata" "Eleanor Rigby", o i 5 di "You've got the hide your love away" o i 6 di "While my guitar gently weeps" finiscano per raccontarci di queste canzoni qualcosa che forse non conoscevamo ancora. Da questo punto di vista il disco è sorprendente. Sarebbe interessante sapere cosa possa pensare di questa operazione McCartney, ad esempio, perché non è certo la prima volta che "Come together", "Blackbird", o "Norvegian Wood" vengono rifatte da altri artisti, ma qui l'operazione va molto oltre la semplice riproposizione di una canzone celebre secondo lo stile di chi se ne occupa: si tratta di andare a ricercare le "intenzioni" di chi l'ha scritta e costruire su quelle intenzioni qualcosa di nuovo. Il pericolo, ovviamente è di travisarle completamente, quelle intenzioni. Questo noi non possiamo saperlo, ma è certo che, all'ascolto, l'operazione funziona maledettamente bene.

 

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