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SPECIALE
ATTENTATI IN USA
Abbiamo
cominciato a ricevere vostre mail sui catastrofici
fatti di New York e Washington, così abbiamo
deciso di creare uno spazio per i vostri interventi
sull'argomento.
Scriveteci indirizzando a roxy@roxyweb.it
Qui
trovate le ultime mail ricevute, ma in fondo alla
pagina trovate i link a tutte le mail precedenti:
andate a leggerle!
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3
dicembre
Ciao Red, scusa se ti do
del tu senza conoscerti ma credo che probabilmente non
é la prima volta che ti capita e mi scuserai
se ti considero una persona a me familiare dato che
sono anni che ti seguo in TV.
Sono un "ragazzo" di 36
anni, suono la chitarra, ho una Band e scrivo canzoni,
ma la cosa più importante é che sto per
diventare padre di una bimba che nascerà presumibilmente
a Gennaio del 2002.
Era un pomeriggio come
tutti gli altri, ed io e la mia compagna stavamo riposando
felici di esserci sposati appena 5 giorni prima.
Verso le 17,30 di quel
pomeriggio, parlando con una mia amica al telefono,
ascolto quella che sembra la trama di un colossal holliwoodiano.
Poi accendo la TV e l'incredulità,
lo sgomento e la paura mi prendono la mente minuto dopo
minuto, per tutto il giorno e per le settimane che si
susseguono, fino a diventare ormai una tranquilla calma
dettata dalla rassegnazione dell'inevitabile follia
che ci ha colpito.
Ma ormai tutto ciò
é storia ed é la storia di un fallimento,
il fallimento di una generazione piena di speranze e
di illusioni che sono crollate insieme alle Torri del
WTC quel maledetto 11 Settembre.
Io sognavo di raccontare
a mia figlia di un mondo diverso, il mondo in cui sono
nato e sono vissuto, di raccontarle di quei quattro
ragazzi di Liverpool e della loro struggente poesia
che ancora oggi affascina i ragazzi di più generazioni,
della forza dell'amore e della musica che nel '68 unì
tanti giovani e diede al mondo una lettura diversa della
vita, di raccontarle di come fortunatamente lei non
avrebbe vissuto come noi la paura di una guerra nucleare
sempre imminente, di come il mondo, avendo imparato
dai disastri del passato, fosse via via migliorato prendendo
coscienza che l'unico vero progresso é la tolleranza
e la pace tra i popoli.
Invece le dovrò
dire che mentre la sua struttura biologica e la sua
anima prendevano forma, intorno a noi si stava instaurando
la paura; paura di viaggiare, di ricevere lettere, di
acoltare i telegiornali e i discorsi dei politici i
quali, sapendo bene come la guerra porti acqua alla
loro causa più che a quella della gente, si uniscono
da Destra a Sinistra (ad eccezione di qualche povero
idealista) per convincerci che dobbiamo combattere,
uccidere e che solo con la morte può venire la
pace, quella "Duratura".
Vogliono convincerci che
sono ideali scellerati come quelli dei nazisti, e non
gli occhi di un povero bambino Afgano o Palestinese,
ad aver armato le mani di quei giovani che, invece di
pensare al futuro delle loro vite, si imbottiscono di
esplosivo facendosi saltare in aria, spegnendo così
purtroppo altre giovani vite, vittime come loro di un
mondo che non ha spazio per chi non ha niente da sacrificare
sull'altare dell'Ecomomia.
La polvere delle Twin Tower
doveva insegnarci che gli occhi di un bambino che piange
sono uguali in tutto il mondo e doveva spingerci (al
di là del "Petrolio" che c'era
da guadagnare), a risolvere le vergognose questioni,
prima fra tutte quella Palestinese, che innescano tensioni
nel mondo, tensioni che prima o poi ci esplodono sotto
casa.
"Purtroppo, figlia mia,
io e la mia generazione siamo stati solo capaci di incasinare
ancora di più il futuro sia a te che a tutti
i tuoi coetanei che stanno per nascere: se potete, perdonateci.
Quando nascerai e sarai
in grado di capire, non potrò raccontarti di
quel mondo che speravo per te, ma parlandoti e suonando
per te le mie canzoni, spero di riuscire a insegnarti
che la tolleranza e l'amore sono le uniche armi che
possono davvero dare" Pace e libertà duratura
" a questo mondo."
Ciao Red.
Ignazio Schirone ( Catania
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16
ottobre
Ciao Red e tutti quelli
frequentano il sito. Inutile dire che amo la musica,
suono il basso e che spesso ho guardato il Roxy in TV.
Casualmente sono finito su questo sito, ho letto il
tuo editoriale Red e mi è venuto naturale mandarti
questa mail (cosa che di solito non mi piace fare).
Fino a non molto tempo fa i dubbi sulla cultura OCCIDENTALE
e su quale fosse lo stile di vita più umano da
emulare non trovavano risposta in me. Mi è sempre
piaciuto guardare le cose con uno spirito critico senza
preconcetti o constrizioni a prescindere da ciò
che pensano o dicono gli altri... (che litigate quando
dicevo che mi piaceva anche la musica dei Duran he,
he). Sai che c'è? stavolta è successo
qualche cosa che va al di là di tutto. Qui non
c'entrano le problematiche, il comunismo, Fidel, il
Papa, la Coca cola, c'è un qualche cosa di nuovo.
Sai mi sto guardando intorno e cosa vedo
Un basso
Tobias prodoto in U.S.A., il mio impianto HiFi MarkLevinson
made in U.S.A., il dannato pc che ho davanti è
made in U.S.A., hei ma queste sono cose che mi piacciono
il rock e tutto il resto... MA GLI USA CHI SONO? GLI
USA SONO UNA NAZIONE MULTIRAZIALE E LIBERA ALLE INIZIATIVE
PERSONALI. CERTO IL CONSUMISMO E' UNA PRESENZA FORTE
DA QUELLE PARTI, MA CIO' SIGNIFICA ANCHE CHE C'E' CHI
PRODUCE. QUESTO E' BENESSERE PERCHE' CREA RICCHEZZA
PER TUTTI. LO SO TU DIRAI CHE INVECE CREA POVERTA' DA
ALTRE PARTI DEL MONDO, PUNTI DI VISTA ANZI PER ME LA
GLOBALIZZAZIONE PUO' ESSERE UNA SPERANZA PER LE NAZIONI
PIU' POVERE CERTO NEL RISPETTO DELLE PROPRIE IDENTITA'
E CULTURE. OVVIAMENTE ANCHE GLI USA NON SONO ESENTI
DA INGIUSTIZIE ED ERRORI/ORRORI, TROVO GIUSTO DISCUTERE
E CONFRONTARSI SU QUALE MODELLO DI SVILUPPO SIA IL PIU'
EQUO O GIUSTO, D'ACCORDO PARLIAMONE, MA TUTTO CIO' CHE
C'ENTRA CON L'ORRIBILE ATTO CRIMINALE COMPIUTO SULLE
DUE TORRI? QUANTI MORTI,PERCHE'? QUEI PAZZI CRIMINALI,
LE LORO DANNATE RELIGIONI AL POTERE, LE LORO DONNE MASCHERATE
A FORZA (NIENTE A CHE VEDERE CON L'ISLAM MODERATO) E
PRIVATE DEI LORO DIRITTI, I BAMBINI CHE NON POSSONO
ANDARE A SCUOLA, LA MUSICA CHE NON PUOI ASCOLTARE ,
L'INDIVIDUO CHE NON PUOI ESSERE... E NON DITEMI CHE
E' COLPA DELL'OCCIDENTE. Io ti dico la verità:
mai come ora mi sono sentito vicino all'America, non
sono un esaltato, ma stavolta ho un qualche cosa dentro
che mi dice, che non è il tempo delle chiacchiere,o
si sta da una parte o dall'altra. Quello che hanno fatto
va oltre qualsiasi discorso, nessuno sproloquio pseudopacifista
nessuna ragione od analisi storica può giustificare
la strage fatta. Io sto con l'America e le sue vittime,
io sto con gli USA e permettetemi di dirlo mai come
ora cosi fiero di appartenere alla CULTURA OCCIDENTALE,
basta con le ipocrisie. Cultura con i suoi difetti ma
che comunque lascia a te la libertà di migliorare
il mondo, lascia a te la libertà anche di essere
mussulmano, cultura che fa si che a Roma ci sia la Moschea
+ grande d'Europa. Sono sicuro che un ERNESTO
CHE GUEVARA non avrebbe mai compiuto un atto
così vigliacco, sono sicuro che gli idealisti
puri vedono oltre le loro convinzioni con la giusta
autocritica, CON IL CORAGGIO ANCHE DI DELUDERE LA "MASSA"
LA LUCE DI CIO' CHE E' GIUSTO O SBAGLIATO VA OLTRE
I COLORI E LA POLITICA E PER ME QUESTO DISTINGUE UN
RIVOLUZIONARIO DA UN ASSASSINO. Scusa Red E scusate
tutti, so di essere in minoranza ma non giuducatemi
male, semplicemente la penso differentemente da voi
ed ho il privilegio di poterlo manifestare....... ciao.
Caro ???? (non capisco
come le mail che sono "contrarie" spesso non siano firmate.
Comunque noto dall'indirizzo che hai un nick: Darkmoon)
Caro Darkmoon,
innanzitutto
tu leggi Made in USA in tutte le cose che ti circondano.
Strano, io leggo sempre più spesso Made in Taiwan,
in China o in uno dei tanti paesi poveri dell'Est del
mondo.
Siamo tutti
d'accordo che il disastro del World Trade Center è
stato immane, quanto crudele. Ma lo sono anche i bombardamenti
che stanno uccidendo bambini e persone poverissime in
Afganistan. Perché non si fanno commemorazioni
pubbliche anche per loro? Come mai le star del rock
non fanno un concerto per raccogliere fondi anche per
loro? Tanto più che, mentre per le vittime di
New York ci saranno tante assicurazioni che pagheranno
(per quanto il denaro possa sanare un lutto), non ci
sono certo assicurazioni che pagheranno i lutti nella
desolata povertà afgana.
Poi esalti
la libertà dei paesi occidentali e capitalisti.
Ma che tipo di libertà c'è nel capitalismo?
Solo quella legata al profitto. Il Roxy Bar va in onda
in prima serata (ed è diventato uno dei programmi
di punta) nella TV Cubana. In Italia non è "libero"
di andare in onda. Quando tutto è condizionato
da "quanto denaro rende", quanta cultura, umanità
e solidarietà ci possono essere?
Parli dello
scandalo delle donne nascoste, private di identità.
Ma esistono da tanti anni. Trattammo l'argomento anche
al Roxy Bar, 5 anni fa. Come mai vengono sbattute solo
oggi su tutti i giornali e nei servizi televisivi? Come
mai non scandalizzavano anni fa, quando gli Stati Uniti
appoggiavano Bin Laden e i Talebani, utilizzati contro
l'Unione Sovietica?
Io sono nato
in questa terra occidentale e non la rifiuto certo.
Sono felice delle mie radici. Però continuerò
ad operare per cercare di migliorare ciò che
non va dentro di noi.
Red Ronnie
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8
ottobre
Ora
a New York c'è un unica parola che si può
ascoltare: ricostruzione. Architetti del livello di
Fuksas danno la loro opinione su una possibile ricostruzione
delle torri... Credo che certi strappi certe lacerazioni
della storia debbano essere visibili nei secoli dei
secoli. A Bologna l'associazione dei familiari delle
vittime della strage alla stazione si è dovuta
battere per non far ripristinare l'orologio fermo all'ora
dello scopppio della bomba. Chiunque passa e vede l'orologio
fermo alle 10.25 in qualunque ora del giorno si chiederà
il perché, anche chi passerà a Manhattan
e troverà uno squarcio, un vuoto dovrà
sapere a cosa è dovuto. Purtroppo gli interessi
economici la fanno da padrone, ma spero che un "archivio"
della memoria sia sempre leggibile e comprensibile agli
occhi di tutti.
Saluti Oreste Crisostomi
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2
ottobre
Lezione di storia
È iniziata la scuola
in molte città d'Italia. Potremmo fare una lezione
di storia per ragionare lucidamente su questa guerra
imminente. Come docente della materia inviterei i colleghi
e gli studenti a riflettere su come nascono le guerre
e a compiere una ricerca per vedere quante guerre sono
iniziate con le stesse dinamiche con cui sta nascendo
la guerra attuale, per ora solo dichiarata sui giornali.
Io ho cercato di farlo nelle mie classi. L'ho fatto
partendo da alcune preziose informazioni che ho trovato
sui libri di storia. Spesso le guerre scoppiano nello
stesso modo: un indizio diviene una prova e un atto
di terrorismo viene scambiato per un atto di guerra.
Ma nonostante si vada a scuola non si impara mai abbastanza
e non si sfogliano neppure i libri quando l'Impero ci
chiama a combattere. E di Impero vorrei parlare, quello
dell'Austria-Ungheria di 87 anni fa. In questi giorni
l'Afghanistan è accusato di coprire il terrorismo
e si dà per certo ciò che si deve dimostrare:
la regia di quello Stato dietro l'attentato. Vi invito
a leggere questo testo qui sotto in cui si analizza
come una superpotenza dell'inizio del secolo scorso
(l'Impero austroungarico) dette per certa la copertura
della Serbia per l'attentato terroristico in cui perì
l'erede al trono. E' la storia di come è scoppiata
la prima guerra mondiale, guerra scaturita da un atto
di terrorismo che venne considerato atto di guerra.
E' la storia di indizi che dovevano risultare certezze.
Alla fine gli indizi si persero per strada e rimasero
solo le cannonate. Evidenzio in grassetto le parti che
mi sembrano piu' interessanti. "Il 28 giugno 1914 nella
città di Sarajevo, capitale della Bosnia (la
regione che l'Austria-Ungheria aveva annesso nel 1908),
uno studente nazionalista impugnò la pistola
e sparò contro l'erede al trono austro-ungarico,
l'arciduca Francesco Ferdinando, che restò ucciso
insieme con la moglie (...) Il governo austro-ungarico
attribuì immediatamente la responsabilità
dell'attentato alla Serbia e cercò di sfruttare
il tragico avvenimento per infliggerle un colpo definitivo.
La Serbia era la maggiore indiziata perché aveva
sempre condannato l'annessione della Bosnia da parte
dell'Impero austro-ungarico e manifestava nei confronti
di questo un'ostilità irriducibile. Oggi noi
sappiamo che il governo serbo non aveva responsabilità
dirette nell'attentato: era al corrente che un gruppo
di terroristi stava preparandolo, ma non riuscì
ad impedirlo. Il governo austro-ungarico ritenne tuttavia
che gli indizi fossero sufficienti e lanciò un
ultimatum: entro due giorni la Serbia avrebbe dovuto
sciogliere tutte le formazioni antiaustriache e consentire
a funzionari austriaci di compiere ispezioni sul suo
territorio per accertare le responsabilità dell'attentato.
La Serbia accettò il primo punto, ma rifiutò
le ispezioni, ordinando contemporaneamente la mobilitazione
generale (cioè la chiamata alle armi della popolazione).
Era la guerra: quando il 28 luglio la capitale della
Serbia, Belgrado, fu bombardata dai cannoni austriaci,
si scatenò una reazione a catena che trascinò
nel conflitto, una dopo l'altra, tutte le grandi potenze
europee". Calvani, Giardina - "La storia dall'Illuminismo
ai giorni nostri", Arnoldo Mondadori Ho cercato varie
definizioni di guerra e tutte danno torto a Bush che
tenta di convincere noi e il mondo che l'orrenda serie
di attentati negli Usa siano un "atto di guerra". Una
guerra può causare meno morti di un atto di terrorismo,
non è nella enorme e mostruosa lista dei morti
americani di questi giorni che troviamo la ragione per
dire "guerra". Ecco come è definita la "guerra"
sui libri che usiamo a casa e a scuola. "Lotta armata
tra due popoli o fra due o più Stati divisi in
campi opposti". Enciclopedia Generale De Agostini Compact.
Edizione 1988 "Contesa armata tra due o più Stati".
Pittano Giuseppe, Bidizionario italiano linguistico
e grammaticale . Edizione 1981 "La lotta armata tra
due o più Stati o tra fazioni di uno stesso Stato".
Dizionario Garzanti della lingua italiana. Edizione
1980 "Lotta tra due stati o all'interno di uno stato,
condotta con le armi, con o senza l'osservanza del diritto
internazionale in materia". Sabatini Francesco, Coletti
Vittorio, DISC Dizionario Italiano Sabatini Coletti.
Edizione 1997 Sorge a questo punto il dubbio se siano
ancora validi i dizionari e se noi insegnanti serviamo
ancora a qualcosa. E se la cultura e la guerra possano
convivere senza che l'una elimini l'altra. La guerra
del Golfo fu definita "operazione di polizia internazionale"
per non confliggere con l'articolo 11 della Costituzione
Italiana. La guerra in Kossovo venne definita "operazione
umanitaria" per la stessa ragione. Vennero cambiate
le parole perché non potevano cambiare le leggi.
Ora che la parola guerra dovrebbe essere abolita dai
giornalisti e dai politici in quanto non corrispondente
al significato codificato nella lingua dai discorsi
(di terrorismo e non di guerra si tratta e le definizioni
qui sopra sono limpide) ecco che invece salta fuori
la parolaccia: guerra. La ragione? Un terrorista si
deve arrestare e processare, un nemico lo si può
ammazzare senza bisogno di processo. Di guerra parlò
il Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante al
tempo delle Brigate Rosse, chiedendo l'uso dell'esercito
e invocando la pena di morte, tanto per intenderci.
Ma in quel caso Almirante aveva una ragione in più
di Bush: considerava le BR come promotrici di una guerra
civile. E la "guerra" aveva una sua pretestuosità
semantica nella retorica di Almirante. Ma Bush ci chiede
di metter da parte i libri, la cultura, il significato
delle parole e ci dice semplicemente: nulla sarà
più come prima.
Alessandro Marescotti
Docente di Italiano
e Storia
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DISCORSO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CUBA, FIDEL CASTRO
RUZ, NELLA TRIBUNA APERTA DELLA RIVOLUZIONE A SAN ANTONIO
DE LOS BAÑOS, PROVINCIA LAVANA, 22 SETTEMBRE
2001.
Credo
sia importante leggere il discorso che il Presidente
della Repubblica di Cuba, Fidel Castro, ha pronunciato
a San Antonio de Los Banos il 22 settembre 2001. Visto
che nelle radio USA sono stati censurati brani come
"Imagine" di John Lennon perché troppo
"buonista", Fidel ha citato anche la musica in una frese
del suo discorso (lui che aveva anche inaugurato il
monumento a John Lennon l'8 dicembre 2.000): "Cuba
non si dichiarerà mai nemica del popolo nordamericano,
sottomesso oggi a una campagna senza precedenti per
diffondere l'odio e lo spirito di vendetta, a tali estremi
che si arriva a impedire perfino la musica che si ispira
nella pace. Cuba, invece, farà sua quella musica,
e le sue canzoni per la pace le canteranno perfino i
bambini finché durerà la cruenta guerra
che si annuncia."
Puoi leggere il testo integrale di questo discorso in
tre versioni, quella italiana,
quella inglese e nell'originale
in spagnolo.
Red Ronnie
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DISCORSO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CUBA, FIDEL CASTRO
RUZ, IL GIORNO DEI TRAGICI EVENTI ACCADUTI NEGLI STATI
UNITI, L'11 SETTEMBRE 2001
NESSUNO
DEGLI ATTUALI PROBLEMI DEL MONDO SI PUO' RISOLVERE MEDIANTE
LA FORZA.
Professori,
costruttori, lavoratori, studenti, familiari e invitati;
Ieri
era un giorno tranquillo, ci preparavamo per due importanti
eventi: primo, l'inaugurazione della scuola appena ristrutturata
e del nuovo corso scolastico, di enorme importanza,
che s'iniziava con questa massa di studenti, e, inoltre,
molti compatrioti aspettavano le notizie sui risultati
del famoso Grammy, dove un'importante e numerosa delegazione
di artisti cubani sarebbe presente.
L'unica
preoccupazione, quando partimmo la notte abbastanza
tardi, era se sarebbe piovuto o meno nella nostra scuola,
poiché nei giorni precedenti c'erano state delle
piogge torrenziali e quasi sempre a quest'ora più
o meno. Quindi abbiamo avuto la precauzione di organizzare
un posto alternativo dove inaugurare, comunque, il corso
scolastico e la scuola rinnovata.
Ebbene,
ci eravamo appena coricati, quando sono cominciate ad
arrivare notizie secondo cui negli Stati Uniti stavano
accadendo dei gravi fatti - e, a parte ciò, il
giorno qui era ben grigio e piovoso -; quelle notizie
avevano e hanno grande importanza. La misura presa d'immediato
è stata quella di sollecitare al ICRT (Istituto
Cubano di Radio e Televisione, N.d.T.) che trasmettesse,
in modo rigorosamente esatto, e persino facendo uso
dei programmi delle reti statunitensi, le notizie di
quanto stava accadendo lì, e dopo, aspettare.
(SEGUE)
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le mail dell' 1 ottobre
le mail del 27 settembre
le mail del 24 settembre
le mail del giorno 20 settembre
le mail del giorno 18 settembre
le mail del giorno 17 settembre
le mail del giorno 14 settembre
le mail dei giorni 12 e 13settembre
i comunicati della Repubblica di Cuba
i comunicati di organizzazioni ed enti
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